Crisi Alstom a Colleferro Stampa
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Scritto da Domenico Fabellini Dottore commercialista e revisore dei conti in Colleferro Roma   
Mercoledì 07 Ottobre 2009 07:08
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COLLEFERRO - A tre manager dell'Alstom, fabbrica francese che costruisce e si occupa della manutenzione dei treni, è stato impedito per 8 ore dagli operai di uscire dallo stabilimento di Colleferro, in provincia di Roma, sulla falsariga dei sequestri di dirigenti avvenuti nei mesi scorsi in aziende in Francia.

In serata, dopo aver raggiunto un'ipotesi di accordo, i dirigenti sono usciti. Durante un incontro con i tre manager (Bruno Juillemet, vice-presidente delle risorse umane, Francesca Cortella, direttore del personale e Riccardo Pierobon dell'ufficio comunicazione) gli operai hanno appreso che lo stabilimento rischia di chiudere fra nove mesi. Alle 12 hanno così deciso di entrare in sciopero, fare un presidio davanti alla fabbrica ed impedire a chiunque, anche ai manager di uscire. "Di fatto è stato impedito di uscire ai dirigenti, ma il tutto si è svolto assolutamente senza violenza", ha detto Antonio Tiribocchi della Filcem Cgil di Pomezia. Ardenio Fanella della Rsu Cgil dell'azienda, dopo aver ribadito, a chi chiedeva se fossero stati sequestrati, che ai dirigenti è stato impedito di uscire, ha spiegato che "fino ad un anno e mezzo fa qui alla Alstom eravamo 350, ora siamo diventati 150, dei quali 50 in cassa-integrazione. Faremo di tutto per salvaguardare il nostro lavoro ed impedire che chiudano la nostra azienda". Nel pomeriggio quando la notizia è arrivata alla stampa e si é parlato di sequestro, a spiegare la situazione è stato uno dei tre manager, Pierabon. "Siamo qui da stamani e non abbiamo - ha spiegato - ancora avuto necessità di uscire dalla fabbrica. Abbiamo tranquillizzato carabinieri e polizia che non siamo stati sequestrati. Volevamo sdrammatizzare, non c'é stato alcun tipo di intimidazione o violenza nei nostri confronti. Al momento è in corso una legittima e civile dimostrazione da parte degli operai". Nel pomeriggio il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto di aver potuto "appurare tramite il ministro dell'Interno che per fortuna la libera circolazione dalla e per la fabbrica é garantita da una presenza di carabinieri" e che "si tratterebbe quindi di un tentativo di drammatizzazione mediatica che non può essere assecondato perché costituirebbe un pericoloso precedente".

Versione confermata dal sindaco di Colleferro Mario Cacciotti che si è detto "in tutto e per tutto con i lavoratori e resterò al loro fianco per evitare la chiusura della fabbrica" aggiungendo che quello di Colleferro é uno stabilimento di eccellenza che "dobbiamo difendere ad ogni costo, ma in tutti i modi leciti. Se necessario scenderemo in piazza con una manifestazione del tutto pacifica". Anche carabinieri e polizia non hanno parlato di sequestro e nel pomeriggio con l'arrivo dell'assessore al lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi si è svolta una riunione con la dirigenza dell'Alstom, dove è stato deciso che la vicenda si affronteràin un incontro il 16 ottobre al ministero del Lavoro. L'obiettivo, ha spiegato, sarà quello di fare un piano industriale per la manutenzione dei convogli delle metropolitane e dei treni regionali che possa impedire la chiusura dello stabilimento e costringere gli operai a perdere il posto di lavoro o essere costretti ad andare a lavorare in altri stabilimenti della Alstom in Europa. Una prospettiva che ha fatto scattare oggi la disperazione. "Mentre la crisi imperversa e si aggrava governo e Confindustria annunciano la sua fine - ha detto il segretario nazionale della Fiom Cgil Giorgio Cremaschi commentando la situazione della fabbrica di Colleferro - Da qui la rabbia crescente di tantissimi lavoratori da nord a sud a cui daremo una prima risposta come metalmeccanici il 9 ottobre portandoli tutti in piazza".             Da Ansa news www.ansa.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Ottobre 2009 08:25