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Fatture false. L'onere della prova spetta al fisco PDF Stampa E-mail
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Scritto da Domenico Fabellini   
Lunedì 12 Ottobre 2009 07:10
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Il compito di di dimostrare che una operazione commerciale sia falsa, sebbene documentata da fattura, è dell'Amministrazione Finanziaria. E' ciò che ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 6 ottobre 2009, n. 21317.
In essa si stabilisce che l'accertamento delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, è compito dell'Amministrazione Finanziaria. Quindi, nel caso in cui il fisco consideri false le fatture di acquisti poiché legate a supposte operazioni finanziarie o commerciali mai avvenute, l'onere della prova della  "non veridicità" non può e non deve ricadere sul contribuente, che ha presentato regolarmente la sua documentazione, ma sull'Amministrazione. Tale onere deve essere, inoltre, confortato da elementi che dimostrino la falsità delle operazioni in esame.
Si sottolinea come la Suprema Corte, in materia, abbia cambiato la sua interpretazione. Una precedente sentenza, la n. 1134 del 2009 aveva stabilito che nel caso di contestazione sulle imposte da parte del fisco, ove si fosse ravvisata la indebita detrazione di fatture perchè relative ad operazioni inesistenti, la prova di legittimità e correttezza delle detrazioni dovesse essere fornita dal contribuente. Tale onere della prova, inoltre, non poteva consistere nella mera esibizione dei mezzi di pagamento, che considerati normalmente fittizi, sarebbero stati solo un elemento indiziario. Con quest'ultima sentenza però, la Suprema Corte si è espressa in maniera completamente diversa ed inequivocabile lasciando ricadere l'onere della prova sull'Amministrazione Finanziaria.
Domenico Fabellini
Dottore commercialista e revisore dei conti in Colleferro - Roma
Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 08:37
 
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